Attività di formazione

I nostri seminari e laboratori corali e/o teatrali sono studiati per adattarsi a varie esigenze (scuole, biblioteche, aziende, ...)


CNR :Nel corso ‘CoMeVa... la ricerca', cerchiamo di rovesciare il paradigma della carenza di fondi: più che insegnare ad ottenere fondi, formiamo nei partecipanti l'idea che i fondi sono la conseguenza di un lavoro ben fatto, promosso e spiegato in modo comprensibile ai nostri potenziali finanziatori. Il Corso, insomma, si basa sul principio che la ricerca restituisce valore alla società che, è bene ricordarlo, la sostiene. Al corso si iscrivono circa trenta ricercatori e dipendenti del Consiglio nazionale delle ricerche per ciascuna sessione, ad oggi abbiamo superato i duecento partecipanti tra i quali, a fine esperienza e anche a distanza di anni, abbiamo verificato la creazione di solidi legami di amicizia e di collaborazione.
Per raggiungere lo scopo del consolidamento del gruppo, ‘CoMeVa... la ricerca' fornisce le competenze fondamentali di management e sulla valorizzazione e, dal punto di vista didattico, punta decisamente sul team building. Il gruppo classe diviene in qualche modo una metafora del luogo di lavoro, con le sue tensioni e la sua tendenza a chiudersi in gruppi ristretti, e il nostro sforzo è dimostrare che la collaborazione orizzontale e interdisciplinare è molto più proficua. Per favorire il rapporto col mondo esterno, una parte dei docenti proviene dal mondo imprenditoriale e viene incoraggiato il confronto con esponenti dell'industria a più elevato tasso di innovazione. Il risultato viene perseguito anche attraverso il Chorus Team Building, uno strumento di formazione che sfrutta il cosiddetto "lavoro armonico", nel quale i partecipanti vivono l'esperienza della costruzione del gruppo, del superamento delle individualità e delle alleanze tra diverse capacità nel comune raggiungimento dell'obiettivo. Chi canta meglio deve lasciare da parte le velleità solistiche e sostenere i più insicuri affinché acquistano la necessaria sicurezza e potenza vocale. Nel rapporto con i maestri Cinzia Bauci e Pier Gallesi del duo Stelle Erranti, i ricercatori sperimentano una leadership orientata agli obbiettivi, in cui la dimensione autoritaria lascia spazio all'autorevolezza.
Nell'edizione di quest'anno trenta persone sono state portate, in tre giorni, a cantare in coro l'inno di Mameli, in un arrangiamento originale a tre voci e percussioni. Dall'insieme eterogeneo del primo, lavorando sulle relazioni e sugli interessi comuni, rendendo tutti i singoli portatori di valori e risorse, sviluppando sinergie che andassero oltre la sommatoria delle capacità individuali, si è formato un gruppo solido. L'occasione del 150° anniversario dell'unità d'Italia ci ha fornito l'occasione per cantare il nostro inno e di ringraziare così i tanti Italiani che, malgrado la crisi, continuano a credere che la ricerca possa tradursi in un "valore" per la società. E che credono in un'Italia dinamica, al passo con le nazioni più avanzate. Oltre al chorus team building, all'interno del corso si dà spazio ad altre tecniche formative e innovative come in-basket case, role playing e i giochi di ruolo su supporto elettronico sviluppati dall'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Cnr. Investiamo molto nello spiegare come adattare il linguaggio a quello dell'interlocutore. Se fuori dall'Ente non si capisce cosa facciamo ben difficilmente si potrà veicolare il messaggio che la ricerca è con ogni probabilità il principale strumento per il progresso e lo sviluppo della società e dell'economia. Un docente del corso ha detto che "il CNR è come l'Arma dei Carabinieri.
È il più grosso ente di ricerca italiano, è distribuito su tutto il territorio nazionale e riunisce quasi tutte le discipline scientifiche". Questo spirito di rete è alla base dell'azione di team building del nostro corso. Un risultato che perseguiamo grazie al Presidente del Cnr e all'Ufficio promozione delle collaborazioni che hanno sempre sostenuto il corso e alle persone che lavorano per la sua organizzazione: Roberta De Donatis, Claudia Valentini, Diletta Miceli e Irene Gennai, che quest'anno non ha potuto essere dei nostri perché in "dolce attesa". Il nostro piccolo sogno è ora poter riunire i duecento "veterani" di ‘CoMeVa... la ricerca' per un evento di promozione della ricerca e, nella stessa occasione, far esibire al completo quello che ci piace chiamare il "Coro nazionale delle ricerche".        

Aldo Luperini  (da Almanacco della Scienza, quindicinale a cura dell'Ufficio Stampa del Consiglio Nazionale delle Ricerche)
Sem voc


After-lifeAd alta voce: seminario sull'uso corretto della voce rivolto a insegnanti, cantanti e attori. Presso After-life music dimension. Vigevano. Docente Cinzia Bauci.
La voce è insieme sintomo e soprattutto "strumento" di evoluzione interiore, espressione unica di ciascuno, nella voce sono evidenti le tracce dell'affettività, delle ferite, dei disagi; dalla voce, con un paziente lavoro di accordatura o riaccordatura, quasi fossimo dei liutai dell'anima, possiamo partire per un percorso di riparazione o di costruzione della nostra pienezza di persone.
..."E' possibile affermare che riconoscere queste caratteristiche nella propria voce, o in quella di chi canta, produca un effetto benefico sul corpo e in generale su tutto il sistema sia del cantante sia dell'ascoltatore. Se, quindi, da un lato il corpo influenza direttamente la qualità del suono, è possibile anche asserire che un suono vocale ricco, libero, in altri termini "funzionale", ha la capacità di organizzare e di "sanare" il corpo che lo produce"...
A chi è rivolto "Ad alta voce"?
In particolar modo agli insegnanti proponendosi appunto di offrire loro un aiuto nel loro quotidiano, preziosissimo lavoro. A coloro che, da amatori o professionisti, utilizzano la voce come strumento (cantanti e attori). A relatori, conferenzieri, avvocati, studenti, è di grande efficacia anche per coloro che hanno difficoltà a parlare in pubblico e per chi svolge attività stressanti: liberi professionisti, manager, casalinghe.
Gli insegnanti sono spesso obbligati a sopportare un surmenage vocale senza poter godere di un’adeguata preparazione e talvolta presentano alterazioni di notevole entità: difetti lessicali, posturali, respiratori, problemi alle corde vocali. Queste alterazioni producono voci afone, monocordi, rauche, stridule, faticose nell’emissione, tirate, non intonate. Negli insegnanti dei primi cicli questo può comportare anche un problema didattico, l’apprendimento infantile passa in gran parte attraverso il gioco e l’imitazione, il bambino dunque può imitare inconsciamente l’afonia, la raucedine, la fatica nel parlare, i difetti respiratori, i problemi nell’intonazione, senza che tutto questo faccia parte del suo quadro emotivo e fisiologico. Anche cantanti e attori si trovano non di rado alle prese con problemi di surmenage o addirittura malmenage vocale: impostazioni talvolta artificiose, squilibrate a favore dell’emissione di petto o dell’emissione di testa, la non perfetta conoscenza dell’apparato fonatorio e, anche per chi ne abbia una buona conoscenza, rimane comunque la difficoltà a percepirsi, il nostro orecchio è viziato da abitudini, giudizi estetici, distorsioni legate alla sfera psicologica (un po’ come il vedersi sempre troppo grasse delle donne). Questo seminario si propone soprattutto un lavoro sulla respirazione, sulla postura, sull’individuazione del timbro, sulla correzione di alcuni difetti lessicali che inducono un‘emissione scorretta, infine sulla produzione di suoni puri e armoniosi che diano un senso di benessere a noi stessi e a chi ascolta. Verranno inoltre suggeriti degli esercizi semplici ed efficaci da eseguirsi quotidianamente per una buona manutenzione dello “strumento voce”.
Durata: 3 ore.
 

Performance "La via del cuore"

Il PAC apre la nuova stagione espositiva con la mostra SILVIO WOLF. Sulla Soglia, a cura di Giorgio Verzotti, in programma dal 7 ottobre al 6 novembre. Promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e prodotta dal PAC, la prima mostra personale in uno spazio pubblico italiano di Silvio Wolf, realizzata in esclusiva per il Padiglione d’Arte Contemporanea, fa parte delle iniziative organizzate in occasione della 7a Giornata del Contemporaneo, indetta per sabato 8 ottobre 2011 da AMACI Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiana, di cui il PAC è socio fondatore. Sette distinte sezioni espositive presentano la sintesi di trent’anni di attività artistica. Silvio Wolf ha progettato un percorso che pone il visitatore al centro di un’esperienza visiva e sensoriale: installazioni ambientali, opere fotografiche e videoproiezioni sono pensate come stazioni di un viaggio che sin dall’ingresso coinvolge il pubblico attraverso immagini senza tempo, nelle quali la luce è l’elemento primario, espres­sione di un’arte che amplifica la percezione e gli stimoli sensoriali, ponendo il pubblico in una condizione che l’artista definisce “di ascolto”. La prima sezione presenta Light Wave, l’opera realizzata per la 53a Biennale di Venezia: la grandiosa scrittura di luce posta sulla soglia del percorso espositivo sigla la dimensione sensoriale della mostra e introduce alle successive stazioni di questo viaggio. Nelle tre sale seguenti si susseguono i cicli di opere fotografiche: Soglie (immagini simboliche di architetture), Orizzonti (astrazioni del linguaggio fotografico) e Icone di Luce (apparizione e scomparsa dell’oggetto­immagine), che affrontano le principali tematiche dell’artista nel medium fotografico. Attraverso questi cicli di opere Silvio Wolf esamina con modalità differenti il rapporto di soglia fra reale visibile, superficie e soggetto. L’immagine fissa di queste quattro sezioni interagisce con quella fluida delle videoproiezioni, che nella quinta sala esplorano in soggettiva spazi pubblici dalla forte connotazione simbolica, e con le suggestioni delle due grandi installazioni site­specific per il parterre al piano terra e la galleria al primo piano. Le opere ambientali, attraverso l’uso d’irradiazione luminosa, suono, fotografia e superfici specchianti, coinvolgono attivamente lo spettatore all’interno dello spazio architettonico. La loro natura e il loro particolare allestimento richiedono al visitatore ora una posizione immobile e contemplativa, ora d’essere consapevolmente presente in spazi pensati come luoghi attivi di esperienza. A compimento dell’intero percorso espositivo l’artista ha progettato, in collaborazione con Cinzia Bauci, contralto, e Pier Gallesi, musicista, la performance La Via del Cuore, che sarà presentata dal vivo ai giornalisti al termine della conferenza stampa, le sere dell’inaugurazione e della Giornata del Contemporaneo. La performance sarà successivamente riproposta in forma di registrazione sonora nel corso della mostra. Nata come vera e propria opera nell’opera, essa interpreta acusticamente e performativamente la grande opera­vetrata del parterre, le cui dieci sezioni retroilluminate accolgono simbolicamente lungo altrettante stazioni l’azione dei corpi, la voce umana e il mistico suono dello Shofar, l’antico strumento musicale della tradizione ebraica. Silvio Wolf (Milano, 1952), Visiting Professor alla School of Visual Arts di New York e docente all’Istituto Europeo di Design di Milano, realizza opere fotografiche, installazioni e interventi ambientali utilizzando il video, la luce, la proiezione e il suono. Ha esposto in musei, spazi pubblici e gallerie in diversi paesi oltre all’Italia, tra i quali Belgio, Canada, Germania, Inghilterra, Lussemburgo, Spagna e Stati Uniti. Ha partecipato a Documenta VIII a Kassel e alla 53a Biennale di Venezia. TG Com Mediaset